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Polemica del Senatore Antonio d'Alì sulla tutela delle coste

Pubblicato su da Senatore Antonio d'Alì

Polemica del Senatore Antonio d'Alì sulla tutela delle coste

L'intervento del presidente ENI, Recchi, a proposito della possibile presenza delle piattaforme petrolifere nei mari della Sicilia ha causato la decisa reazione del Senatore Antonio d'Alì, poiché è stato presidente nella scorsa legislatura della commissione Ambiente del Senato e oggi ricopre il ruolo di capogruppo in commissione Bilancio.

D'Alì ha rilasciato un commento molto duro poiché ricorda il disastro petrolchimico degli anni '60, che ha causato gravissimi danni alle nostre aree costiere e uno scempio urbanistico di cui rimangono ancora molte tracce.

Le ipotetiche royalties di cui parla Recchi sono in contrasto con quanto avvenuto in questi anni, cioè una piccola quota di risorse corrisposte ai territori interessati e nessuna volontà di recupero ambientale.

Fra l'altro gli impianti petroliferi oggi sono tutti di proprietà straniera e l'intenzione è di collocare le piattaforme nelle zone turisticamente più attrattive, che così perderebbero le proprie peculiarità. Si pensi a quanto accaduto negli anni scorsi a Gela, a Milazzo o a Priolo, mari inquinati a causa delle scelte sbagliate del passato.

Le parole di Antonio d'Alì non lasciano dubbi: “Il Presidente dell'Eni vuole far ripiombare il Sud Italia nel disastro petrolchimico”; fra l'altro in questo periodo tutti i dati scientifici disponibili segnalano l'urgenza di soluzioni alternative alle energie tradizionali, che andrebbero gradualmente sostituite con fonti energetiche che abbiano un minore impatto ambientale.

In aggiunta il nostro Paese continua ad acquistare risorse dall'estero e a costruire nuovi gasdotti, oltre ad aver ratificato un trattato di transito con l'Albania e promosso interessi non italiani nei nostri mari.

In conclusione d'Alì ha richiamato l'interesse del ministro Bonino su quanto sta avvenendo nelle acque antistanti Pantelleria, in particolare sui trattati violati dalla Tunisia.

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